L’oggettività scientifica esiste? Il caso semplice di una T.A.C medica
Immaginate una persona che si reca in ospedale dopo aver accusato forti dolori alla testa. Il medico del pronto soccorso, sospettando la presenza di una piccola emorragia cerebrale prescrive con urgenza una T.A.C. nel reparto di radiologia dell’ospedale. La persona, quindi, si reca nel reparto di radiologia ove esegue la T.A.C.
A questo punto possiamo porci una domanda molto semplice: Il medico di radiologia vede realmente l’emorragia?
In questo caso, ciò che il medico radiologo osserva non è direttamente il cervello del paziente, ma una rappresentazione costruita attraverso una lunga serie di trasformazioni. Questo esempio rappresenta, secondo la Teoria del Dominio Percettivo Limitato (TDPL) perfettamente il Principio di Oggettività Mediata.
Nella formalizzazione della TDPL la realtà totale viene indicata con R e l’eventuale emorragia cerebrale appartiene ad R. Quest’ultima esiste o non esiste indipendentemente dal fatto che il medico la osservi. Infatti, la sua esistenza non dipende dalla diagnosi e non dipende dalla T.A.C.
La TDPL definisce il dominio percettivo dell’osservatore, ossia del medico radiologo, come Dₒ ⊂ R, poiché egli non possiede un accesso diretto all’intero organismo e non può osservare il cervello semplicemente guardando il paziente.Di fatto, l’emorragia si trova al di fuori del dominio percettivo immediato e per renderla accessibile è necessario utilizzare strumenti, ossia la T.A.C.
La teoria del Dominio Percettivo Limitato descrive la percezione come una trasformazione:
Pₒ : R → Eₒ
Questo significa che la realtà viene trasformata in esperienza osservabile e nel caso della T.A.C la catena è quella mostrata di seguito.

(La trasformazione della realtà)
Nessuno dei passaggi coincide con la realtà stessa e ognuno rappresenta una trasformazione. Il medico radiologo non vede direttamente il sangue, ma vede un’immagine generata da un software che ha elaborato dati provenienti da sensori che hanno misurato l’assorbimento dei raggi X. A questo punto potrebbe sembrare che tutto dipenda dall’interpretazione del medico, tuttavia accade l’opposto.
Supponiamo che la stessa TAC venga analizzata da tre radiologi indipendenti I tre professionisti utilizzano la stessa immagine, applicano le stesse procedure diagnostiche e confrontano le proprie conclusioni. Se tutti identificano la stessa anomalia nella medesima posizione, la fiducia nella diagnosi aumenta enormemente e l’oggettività scientifica nasce da questa convergenza, non perché qualcuno abbia visto direttamente l’emorragia, ma perché osservatori differenti ottengono risultati compatibili utilizzando mediazioni controllate.

(La convergenza)
Perché questo esempio è importante
Molte persone immaginano che la scienza sia oggettiva perché osserva direttamente la realtà, ma l’esempio della T.A.C mostra esattamente il contrario. La diagnosi medica è oggettiva non perché elimina le mediazioni, ma perché utilizza mediazioni stabili, riproducibili e verificabili. Per tale motivo, se la stessa procedura venisse ripetuta in ospedali differenti e producesse risultati compatibili, allora la conoscenza ottenuta diventerebbe affidabile così come spiegato. Secondo la TDPL e in particolare il principio dell’ oggettività scientifica mediata questa è la vera natura dell’oggettività scientifica.
La TDPL suggerisce quindi che l’oggettività scientifica non nasce dall’assenza di mediazioni, ma dalla loro stabilità.
grando ruggero
In altre parole, la scienza non ci permette di vedere la realtà “così com’è”, ma ci fornisce strumenti sempre migliori per esplorarla in modo condivisibile, controllabile e verificabile.
Questo articolo è stato estratto e rielaborato a partire dal libro La Teoria del Dominio Percettivo Limitato, di cui sono autore. Per chi desiderasse approfondire i concetti presentati, il link seguente conduce direttamente alla pagina Amazon dedicata all’acquisto del volume.
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