Il principio di contestualità della verità scientifica della TDPL
Una delle convinzioni più diffuse è che una verità scientifica debba essere sempre vera, in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza. Se una legge scientifica è corretta, tendiamo a immaginarla come qualcosa di assoluto, immutabile e universale. La Teoria del Dominio Percettivo Limitato (TDPL) propone una riflessione leggermente diversa.
Secondo il Principio di contestualità della verità scientifica descritto nella TDPL, un’affermazione scientifica è vera all’interno di un determinato dominio percettivo e di specifiche condizioni sperimentali. Al di fuori di tali condizioni, la stessa affermazione può perdere significato oppure non essere più valida.
A prima vista questa idea potrebbe sembrare strana, ma in realtà è ciò che la scienza ci dimostra quotidianamente. Per comprendere quanto scritto poc’anzi, ho bisogno di descrivere un esempio ben specifico e in particolare il caso dell’acqua che bolle a 100 °C. A questo punto, mi sembra di introdurre un racconto di Lovecraft e in particolare il caso di Charles Dexter Ward…..ma questa è un’altra storia.
Il caso dell’acqua che bolle a 100 gradi come esempio
Quasi tutti abbiamo imparato a scuola che l’acqua bolle a 100 °C, ma tale affermazione è sempre vera?
In realtà, come già sapete l’acqua bolle a 100 °C solo in condizioni ben precise: quando è sufficientemente pura, quando la pressione atmosferica è pari a circa 1 atmosfera (come tipicamente avviene al livello del mare) e in assenza di fenomeni di surriscaldamento. Quindi, immaginiamo di spostarci con la nostra pentola sulla cima del Monte Bianco o dell’Everest ove la pressione atmosferica diminuisce e l’acqua bolle a temperature minori di 100 °C. Quindi, l’affermazione “l’acqua bolle a 100 °C” non è falsa, ma non è nemmeno una verità assoluta, è una verità di contesto o locale.
L’esempio dell’acqua ci mostra che spesso confondiamo la verità locale con la verità assoluta e anche quando un’affermazione funziona bene nella nostra esperienza quotidiana tendiamo ad estenderla a tutta la realtà. La TDPL attraverso il principio di contestualità della verità scientifica ci invita a porci una domanda importante:
In quali condizioni questa affermazione è vera?
Questa semplice domanda cambia profondamente il modo di guardare la conoscenza, e la scienza moderna non costruisce verità assolute, ma modelli validi entro specifici contesti di osservazione. La TDPL non sostiene che la verità scientifica sia arbitraria o soggettiva, al contrario la teoria riconosce l’esistenza di una realtà indipendente dall’osservatore, e afferma che ogni accesso a tale realtà avviene attraverso domini percettivi limitati, strumenti, protocolli e modelli. Ne consegue che ogni verità scientifica è inevitabilmente collegata alle condizioni che l’hanno resa osservabile.
Tutto ciò non indebolisce la scienza, ma al contrario la rafforza e, una teoria scientifica non è valida perché pretende di descrivere tutta la realtà, ma perché descrive correttamente una parte della realtà all’interno di un contesto ben definito.
Forse il contributo più interessante del Principio di contestualità della verità scientifica è proprio questo. La scienza non avanza sostituendo continuamente errori con verità assolute, ma ampliando progressivamente i contesti nei quali le proprie descrizioni risultano valide.
Il progresso della scienza non consiste nell’eliminare ogni teoria precedente, ma nel comprenderne sempre meglio l’ambito entro cui essa descrive efficacemente la realtà. La conoscenza scientifica appare sempre meno come una verità assoluta e sempre più come un percorso di progressiva delimitazione dei propri confini, poiché è proprio questa consapevolezza dei limiti a renderla più solida e affidabile.
Questo articolo è stato estratto e rielaborato a partire dal libro La Teoria del Dominio Percettivo Limitato, di cui sono autore. Per chi desiderasse approfondire i concetti presentati, il link seguente conduce direttamente alla pagina Amazon dedicata all’acquisto del volume.
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